CAMPO MAGNETICO (maggio 1998) (acrilici su tela 110x110)

Il gesto compositivo iniziale è stato progressivamente equilibrato tramite vari e meditati passaggi sovrapposti. In origine la scena doveva essere una catena di corpi danzanti, uniti in una specie di costruzione geometrica, tale da precostituire l’intelaiatura in cui far giocare i colori. In un secondo momento, ho cambiato il racconto introducendo la figura dell’albero. Tuttavia (ed il titolo del quadro deriva proprio da qui), la danza dei colori e delle figure doveva comunque risultare dotata di un’energia sospesa, mantenere un movimento gioioso, magico, e soprattutto “levitante” come l’effetto di due calamite accostate sul polo respingente.